Crisi Pdl - Udc. In Provincia e Regione i due partiti di maggioranza sono ai ferri corti
Per ora solo nella giunta casertana si è rotto il rapporto tra Pdl e Udc: i quattro chiedono che ci si comporti come nel resto della regione. Ma anche a Palazzo Santa Lucia i rapporti sono tesi. I ‘ribelli’ stoppati dal coordinamento regionale: si teme una spaccatura nel partito...
Doveva essere il giorno decisivo. Tutto, in consiglio provinciale, sarebbe passato in secondo piano, forse anche la crisi dell’Acms, se il presidente Domenico Zinzi avesse annunciato all’assemblea i nomi dei due nuovi assessori. Ma così non è stato. In un periodo già troppo complicato per il partito, rischiare una rottura a un mese e mezzo dall’appuntamento con le urne sarebbe troppo rischioso. Per questo motivo, il coordinamento regionale del Pdl ha invitato i quattro consiglieri provinciali ‘ribelli’ - Giancarlo Della Cioppa, Nicola Garofalo, Francesco Zaccariello e Antonio Magliulo - ad aspettare. E così, la nomina dei nuovi assessori in programma per ieri è saltata. ‘Congelata’, spiegano a corso Trieste. In realtà Antonello Acconcia, indicato dal tandem Garofalo-Della Cioppa quale loro assessore di riferimento, mentre si celebrava il consiglio, si aggirava nel palazzo della Provincia, quasi fosse pronto al coup de theatre, mentre i due rappresentanti dell’area aversana ancora erano in cerca del loro rappresentante in giunta. Pare siano intenzionati a puntare non su un politico, ma su un tecnico, un professore universitario di Economia, che insegna a Napoli. E’ stato anche questo a far saltare le nomine, non essendoci un nome pronto: un rapido confronto con Zinzi, prima che cominciasse il Consiglio, ha fatto fare marcia indietro ai quattro consiglieri, precedentemente contattati dal coordinamento regionale. Da Napoli è arrivato l’invito ad aspettare, a non prendere decisioni in autonomia che avrebbero potuto creare frizioni e rotture, a ragionare ‘per il bene del partito’. “Ma questa situazione, squisitamente politica, si ripercuote direttamente sulla gente che ci ha dato fiducia eleggendoci, che noi rappresentiamo - commenta Della Cioppa - E’ dal 2 dicembre che la vita amministrativa è paralizzata da un nodo politico, il presidente non tiene le giunte nel dubbio che con un numero così esiguo di assessori non siano valide. Noi non vogliamo fare dispetti a nessuno, ma sappiamo che solo una presa di posizione come questa può scuotere il partito”. Il problema è quello ‘storico’ del rapporto tra il Pdl e l’Udc alla luce delle dichiarazioni del commissario regionale Francesco Nitto Palma. I consiglieri ‘ribelli’ si mostrano sofferenti al fatto che solo a Caserta il partito abbia ritirato gli assessori dalla giunta provinciale, cosa che invece non è accaduta, all’inverso, a Napoli, dove nè Cesaro nè Caldoro hanno cacciato gli assessori Udc dalla giunta. Ciò che Magliulo, Zaccariello, Della Cioppa e Garofalo rivendicano è l’utilizzo dello stesso ‘metodo’ ovunque in Campania, anche alla luce di nuovi ‘fermenti’ che starebbero agitando il parlamentino di corso Trieste. Pare infatti che questa situazione stia stretta anche al Nuovo Psi, che in nome di certi proclami ha sacrificato un assessore, Rosa Di Maio, senza però che una virgola sia cambiata. Se non il fatto che, per come stanno andando le cose, un posto in giunta per loro non ci sarà più, atteso che altri gruppi formati da due consiglieri appena, come Marino e Riello, potrebbero avanzare altre pretese. Insomma, la matassa diventa sempre più ingarbugliata, ma prima o poi si dovrà sciogliere. I ribelli del Pdl hanno comunicato al partito - a Napoli - che non sono disposti ad aspettare più di un paio di giorni, con il coordinamento provinciale nessun contatto. Poi torneranno alla carica.
ALLEANZA PDL - UDC A RISCHIO ANCHE A NAPOLI - Quello che sta accadendo in provincia a Caserta si sta ‘trasferendo’ anche a Napoli dove si inasprisce lo scontro tra Pdl e Udc e, a partire dal rimpasto in giunta provinciale, per arrivare a quello in giunta regionale, i berlusconiani si preparano a mettere all'angolo i centristi. 'O con noi o contro di noi' sembra essere la linea politica scelta dal Pdl campano i cui vertici, a partire dal commissario regionale, Francesco Nitto Palma da settimane lanciano avvertimenti allo scudo crociato cercando di 'imporgli', pena l'esclusione dagli esecutivi in cui governano insieme, Regione e Provincia, l'alleanza in vista delle amministrative che si svolgeranno in diversi comuni campani. L'Udc 'se ne infischia' e si dice indisposto ad assecondare i diktat del Pdl. Da qui, inevitabile la sospensione degli assessori e dei consiglieri provinciali a Napoli, stanchi del gioco al rialzo di Cesaro. L'alleanza è in uno stato di equilibrio instabile che sembra favorire i moderati in Regione, dove sembra possano contare sull'appoggio del governatore, Stefano Caldoro che si è sempre detto contrario ad una 'scissione' amministrativa dai centristi. Inoltre in vista di un rinforzamento del proprio esecutivo, sembra, possa bastargli per quietare gli animi favorire l'ingresso a Santa Lucia di alcuni consiglieri regionali del Pdl come da richiesta. In Provincia a Napoli, nonostante possa verificarsi l'esclusione dell'Udc dalla giunta per Cesaro non sarebbe semplice continuare ad amministrare considerando che a Santa Maria la Nova i consiglieri centristi sono nove e andrebbero ad allargare le fila dell'opposizione. Considerando, inoltre, l'esempio della Provincia di Caserta, dove il presidente, Domenico Zinzi dell'Udc sta dimostrando di non avere poi tanta intenzione di riappacificarsi con il Pdl, i cui assessori da mesi non fanno più parte dell'esecutivo, non sembrerebbe strano se l'alleanza tra i due partiti volgesse alla fine. La situazione regionale sembra che resterà in sospeso almeno fino al 2 aprile, giorno in cui avverrà la consegna delle liste elettorali, per la provincia di Napoli l'epilogo potrebbe essere più vicino. A non tollerare quanto sta accadendo sia i futuristi che i democratici secondo i quali è arrivato il momento di porre fine ai giochi di potere.
Clara Mattei e Loredana Lerose



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