LA LETTERA/Piedimonte Matese. Le mille contraddizioni di un partito, Rifondazione Comunista, che vuole consegnare la città a Sarro.
Gli ex alleati di sinistra di Piedimonte Democratica non vogliono De Girolamo in lista, ma creano una loro compagine. Il modo giusto di spaccare il centro - sinistra e consegnare tutta la città al centro -destra. L'esempio? Ricordate Bertinotti che creò i presupposti per il Governo Berlusconi?
Non si è meravigliato nessuno in città per l'abbandono dal tavolo istituzionale del Partito della Rifondazione Comunista nelle trattative per stilare una lista civica unica sotto l'egida del simbolo "Piedimonte Democratica". Da tempo il Prc stava tirando "calci" perchè di voler far squadra con un esponente del Pdl, Nicola De Girolamo, proprio non ne voleva sapere. Ed ecco quindi che i comunisti annunciano una loro compagine alle prossime elezioni amministrative. Non è chiaro se abbiano bene inteso che tale strategia porti acqua ad un intero centro -destra, laddove i comunisti combattevano per non volerne in lista uno solo. Nei fatti, presentarsi spaccati alle elezioni è da sempre, almeno ultimamente, un classico della strategia politica che le sinistre estreme adottano. Loro magari non andranno ad insediare un loro esponente al Comune, ma intanto creano i presupposti che non vadano nemmeno gli "ex compagni" e con questo gesto tentano di consegnare le chiavi della città al senatore Carlo Sarro. Del resto un buon Mentore, ovvero un illustre precedente i nostri amici di Rifondazione lo hanno eccome! Ecco uno stralcio estrapolato da Wikipedia su quel famoso "niet" di Bertinotti al Governo Prodi, spaccando la coalizione e creando i presupposti per la nascita di questo ultimo decennio vissuto dagli italiani sotto l'egida berlusconiana: """Le elezioni politiche del 1996 sono vinte dall'Ulivo e Prodi diviene Presidente del Consiglio. Non mancano, durante il suo governo, attriti con Rifondazione Comunista: sulla riforma delle pensioni e, soprattutto, sulla legge finanziaria del 1998, quando, dopo aver votato "a scatola chiusa" due leggi finanziarie indigeste, Prodi si aspetta di incassare il terzo sì bertinottiano ("senza prendere ordini da chi non fa parte del governo") nel voto di fiducia. Ma il PRC vota contro, il governo cade ed alcuni esponenti abbandonano il PRC fondando il partito dei Comunisti Italiani, con a capo Armando Cossutta ed Oliviero Diliberto. Il Segretario del PDS Massimo D'Alema diviene così Presidente del Consiglio del successivo governo.""" Insomma, in questo caso per colpirne uno si favoriscono sedici esponenti del suo stesso partito...COMPLIMENTI!!!
Nella foto il segretario cittadino di Prc Raffaele Campanile
Nella foto il segretario cittadino di Prc Raffaele Campanile
Antonio Martino
Caiazzo Rinasce: "Ovviamente se qualcuno vuole replicare, ha tutto lo spazio che desidera a disposizione..."



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