Elezioni pulite! Il piano dei prefetti contro il voto inquinato
I rappresentanti delle 5 province campane ieri a Caserta. Controlli a 360 gradi sulla regolarità della tornata elettorale. Pagano: sotto la lente la posizione dei candidati, esclusione immediata se emergerà qualcosa di ‘losco’...
Sul voto di maggio c’è un’attenzione particolare: lo dimostra il piano speciale messo a punto dalle prefetture campane per contrastare il rischio inquinamento in tutti i comuni delle 5 province interessate dalla tornata elettorale. “Abbiamo attivato tutta una serie di misure affinchè le prossime elezioni si svolgano senza alcuna interferenza dei clan”: lo ha detto il prefetto di Napoli Andrea De Martino ieri a Caserta per un incontro nel palazzo di Governo con i suoi colleghi. Il tavolo di concertazione in assoluto è il dodicesimo e rientra nelle riunioni di routine che i rappresentati dello Stato da oltre due anni svolgono per fare il punto sui problemi dell’ordine pubblico, che possono essere meglio affrontati se c’è un’azione sinergica e condivisa tra i vari uffici. Il prefetto di Napoli De Martino, quello di Salerno Gerarda Maria Pantalone (tra l’altro casertana doc, in quanto originaria di Grazzanise), di Avellino Umberto Guidato e di Benevento Ennio Blasco sono stati ospitati dal prefetto di Caserta Carmela Pagano che, oltre a fare gli onori di casa ha fornito ed analizzato i dati della provincia di sua competenza. I temi affrontati sono stati presentati dal prefetto di Napoli, non solo perchè comune capoluogo ma anche perchè unico a contare una più lunga permanenza nel suo gabinetto, visto che gli altri sono di fresca nomina nelle rispettive province. Il prefetto di Salerno ha da solo dieci giorni sostituito Ezio Monaco che è stato trasferito a Roma presso il ministro del capo del governo, c’è stata l’alternanza tra i prefetti di Avellino e Benevento, mentre il prefetto di Caserta si è insediato solamente a gennaio scorso. “Non sveliamo la tipologia di meccanismi - aggiunge De Martino - ma possiamo affermare che noi staremo con gli occhi aperti per tutto ciò che riguarda le elezioni, comprese le affissioni che spesso sono abusive e controllate dalla camorra”. Vanno avanti intanto le operazioni di verifica della sussistenza dei requisiti di candidabilità per centinaia di persone che si sono presentate nelle liste elettorali. “Appena emergerà qualcosa, a livello di candidati - ha sottolineato il prefetto di Caserta - verranno subito informati i sindaci in carica per le eventuali esclusioni”. Tra le varie domande poste dalla stampa anche quella circa la lunga assenza da Caserta del ministro dell’Interno per il summit sulla lotta alla camorra in Terra di Lavoro. Dalle risposte date si è potuto dedurre che il ritorno del ministro sembra imminente e che il “modello Caserta” che ha dato un duro colpo alla criminalità organizzata continua ad essere pienamente operante, pur in silenzio. La riunione si è svolta in due tempi: in mattinata fino alle 13,30 con la conferenza stampa e nel pomeriggio, quando sono stati affrontati altri problemi ‘riservati’. Con questi incontri si vuol dimostrare che lo Stato esiste ed è vigile, specie in questa difficile fase di crisi in cui la camorra ha tutte le potenzialità per inserirsi nella vita sociale ed economica del paese. Ne fanno fede la forte azione di polizia, finanza, carabinieri e monopolio di stato che vigilano sui settori più a rischio infiltrazioni. “I dati dimostrano che quando esiste un controllo assiduo e costante del territorio alla fine anche coloro che tentano di eludere le leggi per un arricchimento illecito sono frenati dall’azione repressiva messa in atto”, ha spiegato il prefetto di De Martino.
Tommaso Bianchi



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