Il Pdl apre la crisi con l’Udc, ultimatum a Caldoro. Nitto Palma: il rapporto si è rotto, ne prendiamo atto ma va chiarito entro otto giorni
I berlusconiani votano all’unanimità un documento in cui chiedono al presidente di definire l’alleanza con i centristi. “Il governatore della Campania è il nostro leader, non ci sono spaccature”...Il Pdl al governatore campano, Stefano Caldoro: “Entro otto giorni bisogna fare chiarezza con l’Udc”. Si apre così la crisi in Regione, i berlusconiani vogliono lo scudo crociato fuori dalla giunta. Dopo un vertice pomeridiano, ieri, il commissario regionale del Pdl, Francesco Nitto Palma ha illustrato il contenuto del documento, approvato all’unanimità dall’ufficio politico del partito campano (presenti consiglieri regionali, parlamentari e coordinatori), e consegnato al presidente della Regione. E’ così che il Pdl prova a rifarsi dello smacco subito dai centristi, ossia la mancata riconferma delle alleanze nei Comuni che andranno al voto a maggio, e allo stesso tempo a regolare i ‘conti’ con il governatore. Se l’Udc non verrà escluso dalla Giunta Regionale, il Pdl in consiglio regionale sarà libero di non agire senza dover rispettare alleanze né con Caldoro né con i moderati, che in parole povere significa ‘rendergli la vita impossibile’. A rischio anche le giunte provinciali dove l’Udc governa con il Pdl a partire da quella napoletana presieduta da Luigi Cesaro. Tale decisione sembra aver avuto la ‘benedizione’ dell’ex premier, Silvio Berlusconi. “L’Udc, dopo aver fatto perdere al centrodestra le elezioni a Napoli - ha spiegato Palma - ora si è alleata col Pd, con il solo obiettivo di vincere, in quasi tutti i Comuni che andranno al voto realizzando un’alleanza omogenea negli interessi e disomogenea nei valori. Il rapporto tra Pdl e Udc si è rotto, ne prendiamo atto”. La resa dei conti non è solo quella con l’Udc ma, anche e soprattutto, quella con Caldoro, che nella mattinata di ieri durante la conferenza di presentazione dei candidati Pdl alle amministrative, è stato descritto da Palma come un leader cui spetta portare il partito alla vittoria. In realtà, il ‘trappolone’ che mette il capo di Palazzo Santa Lucia in una posizione scomoda, vista anche la disponibilità degli assessori berlusconiani a dimettersi dall’esecutivo regionale, il Pdl lo aveva già ben piazzato. A Caldoro la responsabilità di decidere le sorti della tenuta del governo regionale oltre a quella che deriverà dalla vittoria o sconfitta alle elezioni. “Il rapporto strategico tra Pdl e Udc si è incrinato - ha aggiunto Palma - chiediamo quindi a Caldoro di assumere le necessarie iniziative. In che modo non lo sappiamo. I tempi? Sicuramente dopo Pasqua. Il problema è tutto di natura politico e noi non siamo attaccati alle poltrone”. Nella mattinata, prima che il documento venisse reso noto, le parole di Palma potevano far intravedere quanto da lì a poche ore sarebbe successo visti i toni pacati utilizzati per ricordare a Caldoro ‘grazie’ a chi è diventato governatore. “Penso molto bene di questi due anni di governo regionale -ha detto Palma avvisando - ma ricordo a Caldoro che lo abbiamo sostenuto noi alle elezioni, e lui è uno dei leader del Pdl, quindi non ci sono divisioni o spaccature, siamo tutti dalla stessa parte”. In questo caso sarebbe opportuno ricordare, come risvolto della medaglia al sostegno, anche il caso ‘Caldorogate’. Intanto, in serata, ieri, è arrivata anche la replica del deputato Udc, Antonio De Poli. “Non intendiamo alimentare inutili polemiche in una regione già martoriata da gravi problemi come la Campania - ha dichiarato - Le dichiarazioni di Palma riguardano evidentemente il rapporto interno tra il Pdl e il presidente Caldoro, non certo noi dell’Udc”.
Loredana Lerose


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