domenica 29 aprile 2012

La Regione Campania rischia il "default". Il presidente Caldoro chiede una grande coalizione per scongiurare il pericolo Grecia

Il governatore nella riunione di giunta di venerdì ha avvertito il suo esecutivo sulla possibilità dell’aggravarsi della crisi. Dal Pdl e dal Pd la disponibilità a collaborare con il governatore per un’azione comune contro il dissesto...
Il governatore campano, Stefano Caldoro lancia l’allarme default e contro la crisi sembra prospettarsi la nascita di una grande coalizione a sostegno dell’esecutivo regionale. Il Partito Democratico si è detto disposto al confronto col governatore per evitare il dissesto che pagherebbero i cittadini e il Pdl non esclude l’ipotesi di una ‘collaborazione’ con le forze del centrosinistra per individuare le soluzioni migliori. Dopo che il presidente ha avvertito il proprio esecutivo regionale del rischio dissesto non hanno tardato ad arrivare le prime reazioni a partire dai democrat che si sono detti disposti a dialogare con il governatore. Per il consigliere regionale del Pd, Lello Topo via libera alla legge 78 del 2008 ‘Roma Capitale’ per evitare il fallimento ed uscire dalla crisi. “L’intervento del governo è necessario - ha detto - si potrebbe ricorrere alla legge 78 del 2008 e utilizzare per risanare servizi pubblici e trasporti con meccanismo simile a quello utilizzato per la sanità”. Questo significa essere in accordo con Caldoro quando chiede nuovi strumenti per poter far fronte allo stato di crisi. Con la legge citata “al fine di assicurare il raggiungimento degli obiettivi strutturali di risanamento della finanza pubblica con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, il sindaco del comune di Roma (in questo caso sarebbe il governatore Caldoro ndr) è nominato Commissario straordinario del Governo per la ricognizione della situazione economico-finanziaria e per la predisposizione ed attuazione di un piano di rientro dall’indebitamento pregresso”. I democrat sono disposti ad appoggiare Caldoro per portare la Regione fuori dalla crisi e lontana dal baratro del fallimento attraverso un dialogo e delle proposte. Se il Pd apre al presidente il Pdl apre al Pd, o meglio non esclude che si possa ‘collaborare’ per il bene della Campania. Per il subcommissario regionale dei berlusconiani, Mario Landolfi prima di prendere qualsiasi decisione è però opportuno incontrare il presidente e avere un quadro preciso e dettagliato. “Dobbiamo parlare con Caldoro per conoscere direttamente cifre e proporzioni della situazione e decidere concordando i passaggi successivi da mettere in atto - ha detto - C’è bisogno di raccordo tra le istituzioni e il partito cosa, tra l’altro per cui noi ci battiamo da tempo. Siamo disponibili ai confronti ma solo dopo che avremo parlato con il governatore”. La possibilità che le forze politiche campane, al di là dell’appartenenza, si ritrovino unite nell’intento comune di salvare la propria Regione dicendosi disposte al confronto è un passo che va nella direzione della ‘grande coalizione’ più volte immaginata sia dai centristi che dai socialisti. Non molto tempo fa, infatti, fu proprio il capogruppo in consiglio regionale di ‘Caldoro Presidente’, Gennaro Salvatore a chiedersi perché la crisi campana non veniva affrontata come la crisi Italia, ossia attraverso l’unione, seppur momentanea, di Pd Pdl e Udc in sostegno all’azione del governo regionale proprio come a Roma in sostegno del governo Monti. In questa direzione anche l’altro ‘caldoriano’ Giuseppe Maisto. “Credo che quanto dichiarato da Caldoro a proposito della mancata attenzione del Governo che potrebbe determinare un forte rischio default per la nostra regione - ha invitato - meriti un’attenta riflessione dalla politica tutta, senza distinzione di parte”.
Loredana Lerose

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