Provincia. Dalla prossima legislatura i consiglieri provinciali saranno ridotti a sedici unità
Eletti direttamente dai sindaci e dai consiglieri comunali, da 36 passano a 16. Scompare anche la Giunta Provinciale e quindi la figura dell'assessore...
La Provincia di Caserta non verrà eliminata, ma la manovra del governo ridimensiona fortemente il suo ruolo e il Consiglio che passerà da 36 a 16 eletti. Sarà svuotata di compiti e funzioni, come previsto dal decreto “Salva Italia” di Monti per diventare ente di secondo livello con funzioni di indirizzo politico e di coordinamento delle attività dei Comuni. Il nuovo destino dell’amministrazione provinciale, in tutti i suoi dettagli, sarà definito dalla Regione cui spetta, entro la fine di questo anno, l’emanazione di una legge che entri nel merito delle funzioni che, conferite dalla normativa vigente alle Province, dovranno essere trasferite alla Regione stessa e ai Comuni “sulla base dei principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza”. La legge regionale provvederà anche al trasferimento delle risorse umane, finanziarie e strumentali per l’esercizio delle funzioni trasferite. In caso di mancato trasferimento delle funzioni da parte delle Regioni provvederà lo Stato ad assegnarle di imperio. Entreranno in vigore subito dopo, ovvero a partire dal primo gennaio del 2013. Mentre bisognerà aspettare la fine dell’attuale consiliatura prima dell’entrata in vigore del disegno di legge che riforma il sistema di elezione delle province approvato venerdì dal Consiglio dei ministri. Il governo Monti ha deciso che d’ora in poi non saranno più i cittadini, ma i consiglieri comunali e i sindaci a scegliere i consiglieri provinciali e un presidente per il governo del territorio. Il decreto interviene anche sugli organi provinciali che saranno sfoltiti: la giunta, e con essa gli assessori, cesseranno di esistere, mentre i consiglieri saranno 16 per i territori con più di 700mila abitanti (Napoli, Salerno e Caserta), 12 per quelli con popolazione tra i 300mila e i 700mila (Avellino) e dieci per quelli al di sotto dei 300 mila (Benevento). Nel decreto si stabilisce che siano “elezioni di secondo grado”, perché per contenere i costi degli enti provinciali, i candidati al seggio di consigliere potranno essere soltanto i sindaci e i consiglieri comunali della Provincia interessata. Gli eletti mantengono la carica di sindaco o consigliere comunale per tutti i cinque anni della carica. Gli elettori sono tutti i consiglieri e i sindaci di una determinata Provincia. Le elezioni si svolgeranno in un solo giorno: si tratta di una domenica che sarà fissata con decreto del Ministero dell’Interno in una data diversa da quella delle elezioni comunali; il Presidente della Provincia è eletto a scrutinio segreto direttamente dai Consiglieri assegnati alla Provincia e a maggioranza assoluta dei voti. Viene stabilita anche l’equità di genere fra gli eletti perché se si decide di esprimere la seconda preferenza, una delle due deve riguardare un candidato del Comune capoluogo o di sesso diverso da quello a cui è destinata la prima preferenza.
Iolanda Chiuchiolo



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