Provincia, Pdl alla stretta finale. E l'Udc intanto pensa già ad una maggioranza alternativa
I berlusconiani oggi dovranno decidere come affrontare la crisi. Il gruppo consiliare: all’opposizione solo se si decide prima alla Regione e nelle altre amministrazioni locali. E’ iniziato il conto alla rovescia per una maggioranza alternativa...
Crisi in Provincia, sarà difficile oggi, per il Pdl, decidere il da farsi. Rompere con Zinzi e andare all’opposizione è un’ipotesi che il partito di Berlusconi valuta, ma poco concretamente impossibilitato a prendere una decisione del genere senza che sia determinata da una strategia regionale. Strategia che, pur indirizzata fino ad ora in questo senso, deve essere ancora ufficialmente definita. Ciò avverrà nella riunione convocata dal commissario regionale del Pdl Francesco Nitto Palma per sabato prossimo tra tutti i coordinatori provinciali, i presidenti delle Province e il governatore della Campania, Stefano Caldoro. In attesa di sabato 21 aprile, dunque, anche la situazione della Provincia di Caserta potrebbe rimanere in sospeso sebbene il passo in avanti del presidente Zinzi, con la nomina ad assessore della Cincotti, abbia avuto l’effetto di provocare e velocizzare un aggiornamento dello stato della crisi con gli alleati. Crisi che, a questo punto non si può più escludere, possa coinvolgere anche il Comune di Caserta. Alle 10,30 di questa mattina parlamentari, consiglieri regionali e consiglieri provinciali sono attesi dai coordinatori Pasquale Giuliano e Gennaro Coronella “per spiegare che la soluzione non può esserci a livello locale perché il problema è regionale ed è stato posto anche da Berlusconi e Alfano - ha spiegato Giuliano -. Io voglio sentire i consiglieri provinciali per poi portare a Nitto Palma la loro voce”. Se un’ipotesi è quella di passare all’opposizione in Provincia e un’altra è quella di aspettare - ancora - che il governatore Caldoro guidi un chiarimento con l’Udc, l’altra è quella di trasformare l’occasione in un confronto su più temi. Non sarà tenero il consigliere regionale Angelo Polverino che ha chiesto a Nitto Palma la convocazione del congresso provinciale del Pdl il giorno dopo la conclusione del turno di ballottaggio. Mentre sulla crisi con l’Udc dice: “Sarebbe necessaria una decisione forte, che si potrebbe prendere solo se il partito fosse unito, se si fosse creata una squadra capace di affrontare con maggiore incisività il problema che abbiamo alla Provincia da cinque mesi”. Per i consiglieri provinciali, rappresentati dal capogruppo facente funzioni Nicola Garofalo bisogna “rispettare le indicazioni del partito, quindi noi saremo disponibili a passare all’opposizione, ma solo dopo che ciò sarà accaduto in Regione e in tutte le altre Province. Fino a quel momento noi restiamo in maggioranza. Anche perché, a questo punto, non si spiegherebbe l’accordo Pdl-Udc per le Comunali di Aversa. Lì l’alleanza è già in crisi?”. Dunque oggi, all’ordine del giorno c’è il rapporto con l’Udc e Zinzi, ma molto probabilmente il Pdl si ritroverà a parlare anche di altro, alleanze elettorali e congresso, ad esempio.
E' INIZIATO IL CONTO ALLA ROVESCIA PER UNA MAGGIORANZA ALTERNATIVA -
Aspettare ancora, aspettare quanto? Domenico Zinzi (nella foto), con la nomina di Franca Cincotti, ha dimostrato di non essere intenzionato ad aspettare oltre per occupare gli altri quattro posti vacanti della sua giunta. Del resto ha dovuto far trascorrere cinque mesi prima di riuscire a tappare uno solo dei cinque buchi determinati dalla crisi dei rapporti con il Pdl e di conseguenza con il Nuovo Psi. Far trascorre altro tempo vorrebbe dire paralizzare l’attività dell’amministrazion e provinciale oltremodo. Allora non resta che valutare tutte le ipotesi che la politica propone in questi casi. Ribaltone no, forse? Molto più probabilmente il presidente della Provincia sta valutando l’ipotesi di una maggioranza alternativa. E’ quello che gli hanno suggerito in tanti, a partire dai suoi fedelissimi, ma anche altri esponenti di gruppi e partiti che, a conti fatti, ritengono che il Consiglio provinciale possa reggersi su una maggioranza solida anche senza la presenza del Pdl. Tutto dipende dai tempi, notoriamente lunghi, del Pdl. Aspettarli ancora? Vedremo.
Aspettare ancora, aspettare quanto? Domenico Zinzi (nella foto), con la nomina di Franca Cincotti, ha dimostrato di non essere intenzionato ad aspettare oltre per occupare gli altri quattro posti vacanti della sua giunta. Del resto ha dovuto far trascorrere cinque mesi prima di riuscire a tappare uno solo dei cinque buchi determinati dalla crisi dei rapporti con il Pdl e di conseguenza con il Nuovo Psi. Far trascorre altro tempo vorrebbe dire paralizzare l’attività dell’amministrazion e provinciale oltremodo. Allora non resta che valutare tutte le ipotesi che la politica propone in questi casi. Ribaltone no, forse? Molto più probabilmente il presidente della Provincia sta valutando l’ipotesi di una maggioranza alternativa. E’ quello che gli hanno suggerito in tanti, a partire dai suoi fedelissimi, ma anche altri esponenti di gruppi e partiti che, a conti fatti, ritengono che il Consiglio provinciale possa reggersi su una maggioranza solida anche senza la presenza del Pdl. Tutto dipende dai tempi, notoriamente lunghi, del Pdl. Aspettarli ancora? Vedremo.Iolanda Chiuchiolo



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