sabato 14 aprile 2012

Quello che doveva fare il Pdl l'ha fatto invece Zinzi: ha rotto col partito dei Cosentno's ed ha nominato la Cincotti. 25° ultimatum di Nitto Palma

Sempre più "salaiuoli" i componenti del Pdl in provincia. Zinzi ha mandato il gruppo dei fantastici dieci (consiglieri provinciali) a comprare altri chili e chili di sale. Nitto Palmum il re degli ultimatum (tra quelli del congresso che non si è svolto e quelli dei vari rimpasti, sarà questo il 25°...) lancia l'ennesimo anatema.
Franca Cosima Cincotti è il nuovo assessore alla Pubblica Istruzione e alla Formazione Professionale della Provincia di Caserta. La scelta del presidente della Provincia di Caserta, Domenico Zinzi, è ricaduta sulla dottoressa, ex dirigente dell’Ospedale e dell’Asl, per assicurare alla giunta provinciale il numero legale necessario alla deliberazione degli atti. Il presidente ha convocato già la prima riunione per martedì prossimo, ore 10. La motivazione che sta dietro alla nomina è, negli ambienti vicini al presidente, più che politica pratico-organizzativa, per questo Zinzi si è affidato a una persona di sua fiducia che altri non poteva essere che la Cincotti sul cui nome, per ricoprire l’incarico di direttore sanitario dell’Ospedale, a lungo Udc e Pdl hanno dibattutto. Un altro assessore siederà dunque al tavolo della giunta di corso Trieste, ma non è nè in quota Pdl nè Nuovo Psi come ci si sarebbe aspettato dopo che i due partiti hanno lasciato vacanti le poltrone a novembre scorso e solo di recente hanno riaperto, seppur timidamente, il ragionamento per tornare ad occuparle. Anche per questo la scelta di Zinzi, oramai nell’aria da giorni, non piace al Pdl. Il commissario regionale Francesco Nitto Palma ieri è stato subito informato per valutare il da farsi in un momento delicato come questo per le sorti dell’alleanza. “E’ una nomina che, non per la persona, provoca molto stupore - ha dichiarato il coordinatore provinciale del Pdl Pasquale Giuliano -. Avviene mentre era in corso un chiarimento sulle sorti dell’alleanza con l’Udc e sul quale attendiamo, a livello nazionale e regionale, una risposta. Certamente è una nomina che non favorisce il dialogo, anche perché giunta improvvisamente, senza che nessun tipo di contatto ci sia stato”. Dello stesso parere il vicecoordinatore provinciale Gennaro Coronella: “E’ un atto di ostilità che blocca la ripresa del dialogo e il chiarimento che noi abbiamo auspicato. Abbiamo proposto dei nomi per riprendere il dialogo e ricomporre la situazione, invece la scelta di una fedelissima dell’Udc denota l’esclusivo interesse del presidente di continuare ad andare avanti da solo. Questo provocherà anche una chiusura del dialogo a livello regionale”. Di tutt’altro parere il capogruppo consiliare reggente Nicola Garofalo che ieri mattina, prima che avvenisse la nomina, ha incontrato il presidente della Provincia al quale ha comunicato le richieste del partito di aspettare il chiarimento prima di procedere all’indicazione dei nomi degli assessori così come era previsto una parte del gruppo facesse. Infatti ieri Garofalo, in linea con il partito, non ha consegnato a Zinzi nessun nome di assessore da fare, ma ha approvato la scelta del presidente: “Ha fatto bene a nominare la Cincotti - ha detto Garofalo - altrimenti la giunta non può amministrare. Noi gli abbiamo suggerito di andare avanti con un governo tecnico”. Chiede chiarezza il consigliere provinciale del Pdl Gianpaolo Dello Vicario: “Il mio auspicio è che al più presto si faccia chiarezza. Io sono in campagna elettorale ad Aversa in coalizione con l’Udc e spero che si faccia chiarezza anche in Provincia, sarebbe un aborto prima del concepimento se in una grande città si fa una coalizione tra Pdl e Udc, mentre in Provincia si fanno cose diverse. Oggi la politica ha bisogno di criteri certi, non variabili nel giro di pochi giorni”.
IL RE DEGLI ULTIMATUM NITTO PALMA: "CALDORO FACCIA CHIAREZZA!"- Tregua armata tra Pdl, Udc e il governatore campano, Stefano Caldoro. Il commissario regionale del Pdl non ha sotterrato l’ascia di guerra e definisce, tra le righe, il presidente della Regione, ‘temporeggiatore’. Continuano dunque le schermaglie interne al partito ma viene meno l’ultimatum dato a Caldoro sulla questione dell’alleanza con l’Udc. “Non parliamo di ultimatum - ha detto Palma - piuttosto di un mandato che va onorato, se così non fosse, anch’io devo fare il mio cammino di dirigente di partito”. Il governatore ha fatto ‘orecchie da mercante’ evitando tanto di scendere in polemica quanto di dare ai berlusconiani le risposte che si aspettano. “In piena sintonia con la liturgia del logoramento che fa parte della vecchia politica - ha insinuato - spero il governatore non voglia utilizzare pratiche che appartengono ai tempi andati più volte da lui pubblicamente criticati. Non voglio pensare che proprio lui ora vi faccia ricorso. Noi ci aspettiamo semplicemente che il governatore dia corso a un mandato che gli è stato conferito all’unanimità dal suo partito. Siccome analogo mandato è stato conferito anche a me, uno dei due dovrà pur farlo”. Fatto mezzo passo indietro rispetto all’ultimatum si allungano i tempi per la resa dei conti che contempla, in ultima istanza, la possibilità che gli assessori Pdl si dimettano dall’esecutivo regionale. “La nostra richiesta al presidente della Regione andava adempiuta con rapidità - ha precisato Palma - ma il concetto di tempo è molto complicato e spesso soggettivo”. Infine il commissario ha ribadito che non si può accettare ‘il tradimento’ dello scudo crociato’. “Con l’Udc l’alleanza strategica è venuta meno dopo le regionali e soprattutto dopo le amministrative di Napoli dove c’è stata una grave rottura - ha concluso - . Da lì, un susseguirsi di eventi fino alle recenti dichiarazioni di Orlando del Pd che ha confermato come l’Udc preferisca dialogare con loro piuttosto che con il Pdl. Caldoro deve fare chiarezza”. Intanto da Roma sembra essere arrivato l’invito ai vertici locali dell’Udc di non cadere in provocazione ed evitare le polemiche mantenendo un basso profilo. A dimostrare l’intenzione di non polemizzare il caso verificatosi durante la seduta del consiglio regionale di mercoledì, quando nel momento della votazione sulla proposta del vicepresidente centrista del consiglio, Biagio Iacolare, di cui precedentemente era stato approvato l’impianto, il capogruppo Pdl, Fulvio Martusciello ha sollevato alcune questioni che hanno fatto sì il provvedimento non venisse licenziato. Nessuna polemica, i moderati hanno preferito far finta di niente, ma la decisione assunta da Zinzi ieri non è passata inosservata.
Loredana Lerose e Iolanda Chiuchiolo

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